Pulizia della tastiera

Pulizia della tastiera

Messaggiodi Heidegger il Dom Feb 01, 2009 10:50 pm

di Heidegger » venerdì 30 gennaio 2009, 18:50

Questa è una delle domande che circolano di più nei soliti forum sulla chitarra classica ...
Ammetto di avere già fatto questa domanda a più liutai e spesso ho ottenuto risposte diverse, quindi non pretendo di avere una risposta "assoluta", ma semplicemente un tuo consiglio.
Una "leggenda" che gira in rete è che non bisogna assolutamente togliere tutte le corde insieme (ma sostituirle una alla volta) altrimenti si danneggia la tavola armonica!
Questo finora mi è stato smentito da tutti i liutai con cui ne ho parlato, tranne uno che mi ha detto che ci può essere un problema di assestamento della tavola nelle prime ore dopo il rimontaggio.
Per il resto ne ho sentite di tutti i tipi: olio di limone e basta, dalla lana d'acciaio all'alcol e al petrolio lampante per pulire, e dall'olio paglierino alla cera d'api e all'olio di lino crudo che sarebbe meglio di quello cotto perchè quando secca lascia uno strato protettivo.
Potresti dirci anche la tua opinione in proposito ? Heidegger

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di lucawaldner » ieri, 1:07

Togliere tute le corde alla chitarra non danneggia assolutamente il piano armonico!
Ci mancherebbe...
Però se si devono cambiare le corde, vanno cambiate una ad una.
Toglierle tutte stressa lo strumento, il quale, per riprendere la tensione, ci può mettere da alcune ore ad alcuni giorni. Dipende ovviamente anche dallo strumento, chitarre molto rigide sentono meno questo stress, quelle sottili invece lo soffrono maggiormente.
Un accorgimento importante è di mettere in tensione i tre cantini con una certa calma. Portare in tono le corde nuove con la manovella, per esempio, può far stonare le corde (non chiedetemi perché). Molto meglio portarle in tensione a mano e progressivamente.

Circa la pulizia della tastiera, dipende molto dalle condizioni della medesima.
Mi sono capitare tastiere talmente incrostate che ho dovuto usare la trielina per sciogliere la morchia depositatasi!
Altrimenti l'olio di limone funziona (è un potente sgrassante), così come l'aquaragia (quella vera) o prodotti specifici in vendita per la pulizia delle tastiere dei violini.
L'olio di lino protegge e pulisce leggermente, ma lascia un cattivo odore sulle dita. Quello cotto è meno raffinato, ma lascia anch'esso uno strato protettivo (sono entrambi siccativi).
La cera d'api funziona bene: essendo solitamente sciolta in acquaragia ha anche un effetto pulente.
Il petrolio è da usare come la trielina: in casi disperati!
La lana d'acciaio meglio evitarla, a meno che non si sappia bene cosa si stia facendo, ha un'azione meccanica abrasiva.
Insomma, tocca vedere in che condizioni è la tastiera! ...fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza...
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di Heidegger » ieri, 8:28

lucawaldner ha scritto:
Togliere tute le corde alla chitarra non danneggia assolutamente il piano armonico!
Ci mancherebbe...
Però se si devono cambiare le corde, vanno cambiate una ad una.
Toglierle tutte stressa lo strumento, il quale, per riprendere la tensione, ci può mettere da alcune ore ad alcuni giorni.
Beh, però se devi pulire la tastiera non è proponibile cambiare le corde una ad una, e comunque anche se dovessi tenere un concerto non cambierei le corde il giorno prima, ovviamente, e se non sono un concertista potrei anche non preoccuparmi di questo effetto. Sulla questione dello stress (che comunque se ho capito bene non provoca danni nemmeno se ripetuto nel tempo, ma correggimi se sbaglio) vorrei capire meglio: la tavola impiega tutto questo tempo per adeguarsi alla tensione delle corde ?
lucawaldner ha scritto:
Un accorgimento importante è di mettere in tensione i tre cantini con una certa calma. Portare in tono le corde nuove con la manovella, per esempio, può far stonare le corde (non chiedetemi perché). Molto meglio portarle in tensione a mano e progressivamente.
Questa mi è nuova! Però effettivamente noto che con i cantini (soprattutto la prima corda) è più difficile arrivare subito all'intonazione giusta. Però cosa intendi per far "stonare" le corde ? Che anche nei giorni successivi all'accordatura avranno dei problemi irreversibili ?
Usare la manovella fa risparmiare parecchio tempo, al limite la posso usare finche il cantino non comincia a tendersi ?
lucawaldner ha scritto:
Circa la pulizia della tastiera, dipende molto dalle condizioni della medesima.
Mi sono capitare tastiere talmente incrostate che ho dovuto usare la trielina per sciogliere la morchia depositatasi!
Altrimenti l'olio di limone funziona (è un potente sgrassante), così come l'aquaragia (quella vera) o prodotti specifici in vendita per la pulizia delle tastiere dei violini.
L'olio di lino protegge e pulisce leggermente, ma lascia un cattivo odore sulle dita. Quello cotto è meno raffinato, ma lascia anch'esso uno strato protettivo (sono entrambi siccativi).
La cera d'api funziona bene: essendo solitamente sciolta in acquaragia ha anche un effetto pulente.
Il petrolio è da usare come la trielina: in casi disperati!
La lana d'acciaio meglio evitarla, a meno che non si sappia bene cosa si stia facendo, ha un'azione meccanica abrasiva.
Insomma, tocca vedere in che condizioni è la tastiera!
Ti ringrazio molto per le delucidazioni. Mi pare di capire che due sono le cose da fare: pulire e nutrire/proteggere.
Per la pulizia ovviamente si sceglie in base alle condizioni della tastiere, dall'alcool alla trielina in base alla situazione, per la protezione ci sono varie possibilità e comunque è più rapido utilizzare una soluzione di alcol/olio di lino o acquaragia/cera d'api per evitare un doppio passaggio. Sull'olio di lino ti dirò che il suo odore non mi dispiace, io poi ne uso una quantità minima con un batuffolo di cotone, l'unico difetto che gli trovo è che ci mette un sacco di tempo ad asciugare ... proverò con la cera d'api! Ma dove si trova ?

Comunque grazie per le risposte esaurienti! Heidegger

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di lucawaldner » ieri, 9:42

Heidegger ha scritto:
Beh, però se devi pulire la tastiera non è proponibile cambiare le corde una ad una, e comunque anche se dovessi tenere un concerto non cambierei le corde il giorno prima, ovviamente, e se non sono un concertista potrei anche non preoccuparmi di questo effetto.
Ovviamente mi riferivo solo al cambiare le corde per il cambiarle, non alla pulizia della tastiera, per la quale è indispensabile toglierle tutte!
Circa la ripresa della tavola alla tensione, come detto dipende dalla chitarra. Non si danneggia assolutamente, ma impiega un certo tempo per riprendersi, complice anche il fatto che gli metti delle corde che esse stesse devono prendere la loro tensione stabilmente. se si parla di chitarre "sensibili", mollare le corde completamente e rimetterle in tensione (senza cambiarle, dunque), può richiedere al piano armonico almeno 24 ore per riprendere la tensione.
Sono cifre indicative, ovviamente, per darti un ordine di grandezza, qualcosa tipo "oggi pulisco la tastiera, domani o dopodomani la chitarra sarà ok".

Heidegger ha scritto:
Questa mi è nuova! Però effettivamente noto che con i cantini (soprattutto la prima corda) è più difficile arrivare subito all'intonazione giusta. Però cosa intendi per far "stonare" le corde ? Che anche nei giorni successivi all'accordatura avranno dei problemi irreversibili ?
Usare la manovella fa risparmiare parecchio tempo, al limite la posso usare finche il cantino non comincia a tendersi ?
Sinceramente fino a poco tempo fa era nuova anche per me!
Quando poi, beccando due set di cantini stonatissimi (al 12° sballa e non si riprende, rimane stonata), è saltato fuori, parlandone con un luminare (Grondona), che la messa in tensione dei cantini va fatta con calma, pena la stonatura in cui ero incappato.
Sinceramente io l'ho sempre accordato le corde nuove con la manovella, ma dopo questo problema, forse dovuto anche a somme di fattori, le accordo a mano. Le tiro con la manovella fino a che la corda si blocca, poi le accordo a manina...

Per l'olio di lino, Il suo odore è buono fino a che è fresco e non a contatto con le mani. Poi, almeno sulle mie, non lo gradisco molto, ma sono gusti. Di sicuro è molto tipico e antico, e quando è perfettamente secco torna ad essere piacevole. È un siccativo, ci mette molto. Dovresti esporlo ai raggi UV, accelerano molto l'indurimento. Lascia la chitarra alla luce, magari con le finestre aperte, vedrai che fa prima. Meglio d'estate, però!
La cera d'api la trovi in qualsiasi colorificio, ce ne sono di tutti i gusti e colori! Se vuoi che abbia un effetto pulente, deve essere sciolta in trementina o acquaragia, la prova migliore è il naso!...fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza...
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di Heidegger » ieri, 12:19

lucawaldner ha scritto:
Lascia la chitarra alla luce, magari con le finestre aperte, vedrai che fa prima. Meglio d'estate, però!


Ok, proverò a lasciarla dentro alla macchina con il solleone, chissà che non prenda anche un suono "anticato" - o forse sarebbe meglio dire "abbrustolito" ?!

Scherzi a parte, grazie per le utilissime informazioni!
Oggi ti penserò mentre pasteggerò a base di Sangiovese: Fattoria Paradiso - Barbarossa, altroché Brunelllo ... Heidegger

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di lucawaldner » ieri, 13:19

Heidegger ha scritto:
Oggi ti penserò mentre pasteggerò a base di Sangiovese: Fattoria Paradiso - Barbarossa, altroché Brunelllo ...
Azz... che invidia...
Col berto nelle riprese dei filmati si va a birra... Sempre piacevole, specie la guiness.
Heidegger
 
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